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3 marzo 2006

IL TESTAMENTO BIOLOGICO : TRA CHIESA E LAICITA



Il Tema dell'Eutanasia e del diritto di ogni individuo a poter esprimere liberamente la propria volontà in materia di trattamento medico anche quando non si è in grado di comunicarla in caso di emergenza medica o situazione terminale,è da parecchi anni terreno di scontro tra Scienza e Chiesa.


Il 1° marzo 2006 alle ore 12, presso la Cassa Forense in via Ennio Quirino 8 a Roma, si è tenuta una conferenza sul tema del Testamento Biologico, promossa dalla Fondazione Veronesi e dalla Cassa Forense.
Inzialmente è stato presentato il volume "Testamento biologico - riflessione di dieci giuristi",edito dalla Fondazione Umberto Veronesi e dal Sole 24 Ore.La conferenza ha messo dunque a confronto culture differenti,laiche da una parte e cattoliche dall'altra:rappresentanti dell'una e dell'altra dottrina nonchè partecipanti attivi al congresso,coordinato da Maurizio De Tilla,sono stati alcuni giuristi esperti in materia (Guido Alpa, Luigi Balestra, Giovanni Bonilini, Lorenzo D'Avack, Rossana Cecchi, Gilda Ferrando, Salvatore Patti, Pietro Rescigno, Michele Sesta, Diana Vincenti Amato), il cardinale Ersilio Tonini e monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all'Onu,ed ovviamente il principale protagonista Umberto Veronesi.


La proposta di Veronesi da una parte mira a legalizzare un documento fondamentale (il Testamento Biologico) grazie al quale ogni cittadino potrà esprimere la propria volontà nel caso in cui si verifichino situazioni di accanimento terapeutico per cui sarebbe impossibilitato ad esprimersi e dall'altra farsi promotore,con la sua fondazione,della creazione di una raccolta di tali documenti archiviandoli all'interno di un grande registro nazionale a disposizione del sistema sanitario.


Cosa è il Testamento Biologico?

Il "Testamento Biologico" è un documento scritto per garantire il rispetto della propria volontà in materia di trattamento medico (somministrazione di farmaci,sostentamento vitale,rianimazione),anche quando non si è in grado di comunicarla,in caso di emergenza medica o situazione terminale:si può chiedere dunque attraverso l'espressione di volontà racchiusa nel documento,che non vengano iniziati i "provvedimenti di sostegno vitale" (come rianimazione,ventilazione assistita,alimentazione artificiale ecc.) quando il loro risultato porterebbe ad un "prolungamento del morire dell'individuo o al mantenimento in uno stato di incoscienza o di demenza avanzata privo di possibilità di recupero".
Nel testamento inoltre possono essere inserite disposizioni particolari sui farmaci volti ad alleviare il dolore,sul funerale e sull'eventuale donazione di organi ed inoltre è prevista la possibilità di nominare un fiduciario incaricato a garantire il rispetto del documento stesso.Il medico provocatore è Umberto Veronesi: «Io, il testamento biologico l'ho fatto e l'ho affidato a una persona di mia fiducia. La mia paura non è la morte, ma la perdita delle facoltà mentali, della mia coscienza. Dovesse accadere, già da ora ho deciso liberamente che non voglio accanimenti terapeutici».


Come è disciplinata la materia in Italia ed a livello internazionale ?

Come sottolinea il Corriere della Sera:“In Italia nonostante un dibattuto documento espresso dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) e tre proposte di legge «insabbiate» in Parlamento, non ha ancora varato norme al riguardo.

Manca quindi una legge che obblighi a seguire il testamento biologico come negli Stati Uniti e in diversi paesi del Nord Europa (Olanda, Belgio, Danimarca, Germania). E in una situazione di vuoto normativo il tutto è affidato alla discrezionalità del medico, che a sua volta non è tutelato.”

E ancora : “ «Nei Paesi dove la normativa c'è - conclude Veronesi - l'adesione della popolazione è forte. Negli Stati Uniti, i primi a regolamentare il living will ( Natural death act in California, nel 1976), si parla del 15% della popolazione. In Germania, dove la legislazione è recente siamo già all'8-10%». E gli italiani come si comporterebbero? Difficile fare previsioni, ma vale la pena ricordare un recente sondaggio Eurispes sull'eutanasia (scelta ben più controversa): tra i cattolici 38% favorevoli e 48% contrari, tra i non cattolici 69% favorevoli e 18,6% contrari. Indecisi il 12%”.

«Non dobbiamo aspettare la prossima Eluana Englaro o un'altra Terry Schiavo per riaprire il dialogo sull'accanimento terapeutico - dice Veronesi».

«Mi auguro - continua Veronesi - che sui progetti di legge in materia,attualmente “insabbiati”,si possa riprendere il dibattito nella prossima legislatura.Credo non sia semplice fare una legge,ma credo anche che sia ormai comune ed esteso nella popolazione il bisogno di autodeterminazione e di poter decidere del proprio futuro,compreso il termine della vita.Sono quindi convinto che una legge debba essere fatta».


Dall’altra parte il Cardinal Tonini è intervenuto nella discussione con toni molto perplessi:« Finchè l’individuo chiede nel testamento quale assistenza e cure vuole ricevere e quali no è libero di farlo,ma non si può accettare che possa chiedere l’eutanasia.Lo Stato stesso non potrà dare valore giuridico a tale richiesta rimanendo innocente. »
Continua il Carindale Tonini: « Lasciate che ci sia qualcuno che dica ancora che la vita è sacra e non pensate che questo sia contrario al progresso umano e alla ricerca,che deve continuare,ma deve essere accompagnata dalla sapienza ».Sapienza dunque che escluderebbe all’uomo la possibilità di fissare i tempi della vita e della morte.

Concludendo :
Il Testamento Biologico è un documento fondamentale per la libera disposizione della propria vita.Ognuno,nel pieno delle facoltà mentali, sottoscrive un documento in cui è chiara la scelta riguardo ad un eventuale accanimento terapeutico:la decisione non può e non deve essere dei medici bensì del malato stesso e deve essere libera, e presa quando la coscienza ancora lo consenta.

La Chiesa stessa,obbligata a criticare la libertà di ogni individuo di disporre della propria vita, pur di salvaguardare il principio della sacralità della vita (solo Dio ha il diritto di dare e togliere la Vita),indirettamente favorisce una maggiore e continuata sofferenza incurabile dell’uomo che in situazioni critiche si troverebbe ad essere costretto a rimanere attaccato ad una macchina in uno stadio di non-vita.

Ad ognuno deve essere garantita libertà di disposizione della propria vita ed io,buon laico,posso solo trovarmi d’accordo con Veronesi nella sua battaglia in favore del Testamento Biologico associandomi al coro di voci che chiedono ai piani alti del governo di fare maggiore luce e chiarezza su questo tema,da troppo tempo abbandonato a se stesso ma di estrema importanza ed attualità.

 

Per Saperne di più:

# Fondazione Umberto Veronesi
#
Testo sul  TESTAMENTO BIOLOGICO [versione integrale]




permalink | inviato da il 3/3/2006 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

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